Candido ovvero l'ottimismo – Voltaire

INFORMAZIONI GENERALI:

  • TITOLO: Candido ovvero l’ottimismo
  • AUTORE: Voltaire
  • GENERE: Romanzo filosofico

Questa volta ho deciso di approcciarmi diversamente alla recensione del libro. Non sono impazzita, il motivo è molto semplice: a scuola abbiamo partecipato a un progetto basato sulla lettura dentro e fuori le carceri e il compito era quello di leggere Candido e, successivamente, di scrivere un testo. Non ci sono state date altre informazioni o altri parametri da seguire: dovevamo riempire il foglio di carta con qualsiasi riflessione ci venisse in mente. Abbiamo quindi letto questo libro in contemporanea ai detenuti di un carcere della zona che hanno poi, come noi, messo per iscritto i loro pensieri che poi abbiamo confrontato.

Ecco quindi ciò che Candido mi ha fatto provare, buona lettura!

RIFLESSIONE:

Non credo di aver mai riso così tanto come ho fatto con Candido.

Non mi sarei nemmeno mai aspettata, sinceramente parlando, che questo sarebbe stato l’esito della mia lettura. Quando la professoressa ci ha assegnato questo libro la mia prima reazione è stata quella di un bambino davanti a un piatto di verdure: “ma devo per forza?”. Pensavo alla suddivisione delle pagine distribuite equamente nei giorni delle vacanze natalizie per leggere poco a poco, così da non farmi pesare questo compito e così da limitarmi a svolgere il mio dovere da brava studentessa. Posso dire che il mio programma di leggere esattamente, come dice la calcolatrice, 6.7 pagine al giorno per diciassette giorni è stato più che rispettato: l’ho finito in due pomeriggi!

Ecco, amo quando mi succede questo. Amo quando le mie aspettative vengono stravolte. Amo quando i libri lottano con tutte le loro forze, come se fossero vivi, per dimostrarmi che non bisogna mai giudicarne uno dalla copertina e che, a volte, ci si ritrova a lasciare frammenti della nostra anima dove meno ce lo si aspetta.

Ho riflettuto parecchio su questo fatto. Perchè? Perchè Candido, Pangloss e tutte le loro avventure mi hanno entusiasmato così tanto? Mi sono data una risposta: io sono Candido o, almeno, sono molto simile a lui. Ovviamente è impossibile che tutti e lati delle nostre personalità combacino alla perfezione, però posso affermare con certezza che io mi sia immedesimata in lui quasi di più che con tutti gli altri personaggi che ho incontrato nei miei libri nel corso degli anni. Anche io sono ottimista, il 99% delle volte, vedo sempre il meglio in tutte le persone e sembro quasi innocua davanti a tutte le cose brutte, più o meno gravi, che la vita mi pone davanti come ostacoli da affrontare.

E la filosofia? La filosofia cosa c’entra con me? Essa accompagna tutta la lettura del libro ma nella mia vita, nella vita di una ragazza quasi maggiorenne e del ventunesimo secolo, la filosofia cosa c’entra? Io l’ho intesa, probabilmente semplificandola, come un banale pensare, come un riflettere cercando di trovare un perchè a tutte le cose che accadono. Questa è forse una caratteristica che mi apparteneva prevalentemente in passato, quando cercavo di trovare una motivazione a qualsiasi piccola cosa. Ora rifletto molto di meno, sono impulsiva. Ho capito che mi fermo a pensare quando qualcosa mi spaventa, ma così facendo finisco per stare anche peggio del dovuto e quindi sì, mi capita di desiderare di avere, nel reagire contro i miei problemi, la stessa disinvoltura che Candido ha nel commettere azioni giudicabili altamente scorrette o prive di etica.

Vorrei riportare alcune citazioni che mi hanno colpito particolarmente, la prima è la seguente:

Cento volte desiderai di uccidermi, ma mi piaceva tuttora di vivere. Questa ridicola debolezza è forse una delle nostre inclinazioni più funeste: c’è nulla infatti più sciocco di voler continuare a portare un fardello che si vorrebbe sempre buttar per terra? d’avere l’esser proprio in orrore, ed esserci attaccati? insomma, d’accarezzare il serpente che ci divora, finchè non ci abbia mangiato il cuore?”

Dal libro “Candido ovvero l’ottimismo”

Quasi non mi vengono le parole per descrivere le emozioni che provo leggendo queste righe. Le sento così mie, così veritiere. Più che finalizzare il contenuto della citazione a un suicidio o a una morte veri e propri, ho provato a intendere il tutto come una sorta di reincarnazione, un cambio vita inteso proprio come uno svegliarsi una mattina con la vita di un’altra persona. Entrambe sono azioni lontane dalla realtà, è ben chiaro, ma a chi non piacerebbe lasciarsi tutti i propri problemi e i propri errori alle spalle? Alzi la mano chi lo farebbe, io l’ho alzata. Ma ne varrebbe la pena? Se c’è qualcosa di vero che ho imparato nel corso della mia breve esistenza è che qualcosa di bello nella vita c’è sempre. In ogni giornata, anche in quella più buia, c’è sempre qualcosa che ci può far sorridere. Quindi no, non ne vale assolutamente la pena, neanche per cinque minuti, di cambiare la propria esistenza con quella di un’altra persona. Nessuno è perfetto e, se non lo siamo noi, non lo sono nemmeno gli altri.

Seconda citazione:

“Candido credeva di sognare, e considerava sogno funesto l’intera sua vita, sogno piacevole il momento d’allora”

Dal libro “Candido ovvero l’ottimismo”

Questa si ricollega forse leggermente a quella di prima: come ho già accennato, c’è sempre un sogno piacevole che è lì apposta per noi e che aspetta pazientemente di essere notato in mezzo a tutte le cose brutte che ci possono capitare. Bisogna sempre ricordare che però, per quanto sembri, non si sta sognando: si tratta della realtà.

Infine ecco la terza e ultima citazione che però ho deciso di riportare successivamente al mio commento un po’ per fare una chiusura d’effetto, un po’ per evitare di rovinarla.

Candido è l’ottimismo, e a sua volta l’ottimismo è la medicina del mondo. Spesso basta cambiare prospettiva e tutto sembra essere illuminato da una luce diversa. Vi svelo un segreto: non è cambiato niente, niente che non sia la nostra visione di ciò che ci circonda.

E così, concludo questa mia riflessione augurando in primis a me stessa e, senza ombra di dubbio, anche a chiunque capiterà su queste mie parole di vivere una vita tendente alla felicità e all’ottimismo, magari togliendo qualche poster dei nostri cantanti preferiti dalle pareti di camera nostra e appendendone uno di Candido. Se non si ha idea di dove trovarlo basterà sostituirlo con una nostra foto…

<< Ottimismo, che sarebbe?>> diceva Cacambo <<che tutto è bene, quando la va male>>

Dal libro “Candido ovvero l’ottimismo”

Nina<3.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Paolo Ferrario ha detto:

    L’ha ripubblicato su ANTOLOGIA del TEMPO che restae ha commentato:
    ninas legge Candido di Voltaire

    Piace a 1 persona

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